Cantine di Nessuno - Trecastagni (Catania) Sicilia
Cantine di Nessuno - Trecastagni (Catania) Sicilia

Giuseppe e Paolo Brancatelli, Seby e Gianluca Costanzo
Giuseppe e Paolo Brancatelli, Seby e Gianluca Costanzo

C'è già una storia da raccontare.

I solchi, come quelli dei vigneti. Il gusto dell’avventura, come produrre da viticoltura eroica. La purezza e la naturalezza di un rapporto, a volte silenzioso La resilienza, caratteristica della Terra dell’Etna Sono aspetti che uniscono due amici in una nuova avventura nata con la filosofia del lusso inteso come piacere di vivere. Un taglio netto, come quello della prima etichetta, NUDDU, traccia un sentiero ai propri figli, senza sopraffazioni e millanterie, e con rispetto alla qualità e alla propria storia. Un’azienda vitivinicola costituita nel 2016 per favorire una nuova generazione, ma che supporta le sue attività con le esperienze in oltre 12 anni nella produzione di vini dell’Etna di eccellente qualità (Outis e MI).

Fuori dall’ordinario, viticoltura eroica, rese bassissime, alti costi di produzione, ma con un prodotto prezioso, CANTINE DI NESSUNO vuole valorizzare le potenzialità dei vitigni autoctoni, conciliando le moderne tecnologie di vinificazione con la tradizione etnea. Le vigne si trovano in uno dei posti più belli del parco dell’Etna, una zona punteggiata da ripidi conetti eruttivi spenti che guardano direttamente il mare. Siamo sul versante Sud-Est dell’Etna, a circa 12 km da Catania, nel comune di Trecastagni, in località Monte Ilice e Carpene, ad un’altitudine che varia tra i 600 e i 900 mt. Un particolarissimo microclima, unico per l’elevato gradiente termico giorno - notte (nel periodo primaverile-estivo ha escursioni termiche fino a 30°) e per il terreno vulcanico sabbioso, particolarmente drenante e ricchissimo di minerali a reazione subacida.

Il monte Ilice è un cono vulcanico inattivo, un cratere avventizio posto sul versante sud-orientale dell'Etna, compreso nel territorio dei comuni di Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea (CT). Esiste qui, una funivia che parte da quota 750 m.t.,s.l.m., fino a raggiungere quota 900 mt., quasi a lambire la sommità del Monte per una lunghezza di circa 300 mt. Questa particolare funivia, allevia un po' le fatiche degli operatori-contadini specialmente durante la fase di vendemmia, trasportando, il più velocemente possibile, le uve appena raccolte dalla sommità del Monte, fino alle pendici dello stesso, per poi, con rapidità, farle arrivare in cantina. Viene usata anche per la movimentazione degli attrezzi che servono per tutte le operazioni colturali. Il progetto, in via di sviluppo, prevede il rinnovamento della funivia con l’applicazione di un sistema monorotaia, adatto a consentire un agevole raggiungimento alla sommità del Monte Ilice, anche a vantaggio dei visitatori che vogliono godere del meraviglioso panorama che si può godere , di fronte al mare e con l’Etna alle spalle.

Alle spalle del dorso di Monte Ilice, altro conetto vulcanico con la naturale funzione di gronda ("gorna"), si trova contrada Carpene dove l'Azienda nel piccolo palmento ospita le degustazioni e coltiva un vigneto di Nerello mascalese e nerello cappuccio (o mantellato) e, in parte, caricante, catarratto e minnella. Siamo a quota 750 - 800 m s.l.m. e dispone di un folto bosco in sommità dove la sorge una casetta rurale che la storia dice essere quella dove si rifugiò la famiglia di Maria, protagonista di "storia di una capinera" di Giovanni Verga, per sfuggire all'epidemia di colera che colpì Catania nell'estate del 1854. Un vecchio palmento del XIX sec. è incorporato nel pendio della collina, con la sua apertura nella parte superiore delle pareti posteriori (a monte della struttura) dove le uve, un tempo, entravano e venivano raccolte nei bacini di pietra per poi essere pigiate. Chiudendo gli occhi sembra sentire ancore oggi rimbalzare fra le pareti, all'interno del palmento, il ritmar dei piedi nudi che pigiavan l'uva, scandendo anche il tempo agli antichi canti che sembravan dei lamenti, delle donne e degli anziani contadini, ed anche il gorgoglio del mosto che per semplice caduta scendeva giù verso gli antichi tini.


 

 

Nuddu - Etna Rosso DOC 

 

Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio

 

NUDDU (parola siciliana, "oùtis" in greco") vuol dire "Nessuno", l'appellativo che diede Ulisse quando, come narra l'Odissea, si beffò del gigante Polifemo, in una caverna dell'Etna, dopo averlo fatto ubriacare.

"Omero non ci dice da quale vigne proveniva l'uva, ma ci piace molto immaginare che fossero proprio quelle del Monte Illice"

Affinato in barrique per oltre 24 mesi, è già una riserva avendo maturato, prima di entrare in commercio a 4 anni dalla vendemmia.

Note di gusto che lo definiscono un rosso morbido, fresco, vellutato, armonico, equilibrato.


  

Nenti - Etna Bianco DOC

 

Carricante e Catarratto

 

La morbidezza del bianco ci ha portati ad assegnare il nome NENTI, parola siciliana che vuol dire "Niente". Accoppiato a Nuddu  in un gioco di parole che ci aiuta a ricordare la modestia di chi lavora per un risultato appagante.

 

 


 

 

Nerosa - Etna Rosato DOC

 

Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio

 

E' il rosato derivato dagli stessi vitigni di Nuddu.

Rosato fresco con una acidità spiccata, tipiche caratteristiche e profumi dell'Etna, sentori floreali, colore delicato, ottima alternativa al bianco.

 

 


 

  

Apum - Etna DOC Metodo Classico

 

Brut Metodo Classico da Nerello Mascalese vinificato in bianco.

 

Racconta la spumeggiante visione della costa che, di fronte ai vigneti, si contrappone al maestoso vulcano

APUM è  il vezzeggiativo di papà usato dalla piccola Chiara, nata mentre prendeva vita Cantine di Nessuno